Specie alloctone invasive: minaccia nel Mediterraneo.

Dai pesci tossici alle alghe infestanti, sono più di 800 le specie alloctone segnalate nel Mediterraneo. Riscaldamento globale, con conseguente aumento della salinità del Mediterraneo, attività commerciali e trasporti marittimi tra le cause di un fenomeno in forte crescita.

Si tratta di perdita della “biodiversità” data dall’invasione biologica che, rappresenta oggi, una reale emergenza ambientale in molti “mari” del mondo e specialmente nel “Mare Nostrum”. Nel Mediterraneo, in quanto “mare chiuso”, il numero di ritrovamenti di specie non indigene è triplicato dal 1980, mentre è raddoppiato negli altri mari.

granchio tropicale

Granchio Tropicale – Percnon Gibbesi

L’ultima notizia, almeno per i mari che bagnano l’Italia, è la presenza di una nuova specie (originaria delle coste atlantiche americane) comunemente chiamato granchio tropicale (Percnon Gibbesi) ritrovato, nel 2016, sui fondali delle acque delle Isole Eolie e, dopo qualche mese, anche a Portofino in Liguria.

Lo scorso anno la Società Italiana di Biologia Marina (S.I.B.M.) ha calcolato che dalle coste Italiane sono state segnalate almeno 186 specie esotiche, di cui 55 vegetali e 131 animali, senza considerare gli orgasmi unicellulari.

L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) stima che ad oggi, almeno 42 nuove specie ittiche sono state osservate nei mari italiani. La metà di queste è stata introdotta per mano dell’uomo, ad esempio attraverso il trasporto navale, con le “acque di zavorra” caricate in mari tropicali e scaricate nel Mediterraneo, mentre l’altra metà, potrebbe essere entrata naturalmente dall’Oceano Atlantico, attraverso lo Stretto di Gibilterra oppure dall’Oceano Indiano, attraverso il Mar Rosso, dal canale di Suez.

A preoccupare particolarmente le coste Italiane è la veloce espansione geografica del pesce scorpione (Pterois miles) , originario del Mar Rosso e altamente invasivo, dotato di spine dorsali, anali e pelviche velenose, che se punti, possono causare dolori angoscianti; avvistato in un primo momento in Tunisia, ma ad oggi alcuni esemplari sono stati trovati anche nelle coste della Sicilia.

 

Altra specie potenzialmente pericolosa è il pesce palla maculato (Lagocephalus sceleratus), un pesce di origine tropicale altamente tossico al consumo, riconoscibile dagli altri pesci palla per la presenza di puntini scuri sul dorso e per una banda argentea sui fianchi; ha invaso gran parte del bacino orientale del Mediterraneo (Grecia, Cipro, Turchia, Libano, Israele, Egitto) dove si sono registrati diversi casi di intossicazione alimentare, alcuni dei quali letali.

Altre specie ittiche invasive sono il pesce flauto (Fistularia commersoni), e il pesce coniglio (Siganus luridus), quest’ultimo dotato di spine velenose. Oltre ai pesci, alcune alghe invasive come la Caulerpa cylindracea e la Lophocladia lallemandii, possono provocare impatti severi sugli habitat naturali, ricoprendo letteralmente i nostri fondali e mettendo a rischio la salute degli ecosistemi costieri. Specie come lo ctenoforo Mnemiopsis leidyiintrodotto tramite le acque di zavorra delle navipossono incidere gravemente sulle risorse di pesca con seri impatti per l’intero settore.

Manca ancora una strategia ottimale per arrestare, o quantomeno attenuare, il serioso problema; è fondamentale diffondere, informare, e sensibilizzare, fornendo indicazioni utili allo scopo limitare la diffusione di questo fenomeno per un mare più pulito.

 

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Maggiori Info:

https://www.focus.it/ambiente/ecologia/ecosistemi-specie-marine-esotiche-invasive-nel-mediterraneo

https://it.wikipedia.org/wiki/Tropicalizzazione_del_mar_Mediterraneo

http://www.marevivo.it/news/tropicalizzazione_e_specie_alloctone-620/

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/animali/2017/07/26/mediterraneo-invaso-da-pesci-alieni-tossici_17e35ef0-c0b5-4b53-beac-7abdef0e0de2.html

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