Meteorologia: lo studio delle nubi.

Le nubi sono il risultato dell’insieme di minutissime goccioline d’acqua o cristallini di ghiaccio che si trovano in sospensione nell’aria e si formano per condensazione (passaggio dallo stato gassoso a quello liquido) del vapore acqueo. L’altitudine alla quale il vopre acqueo assume la forma di nube, prende il nome di punto di condensazione. Esistono nubi di acqua, formate solamente da goccioline di acqua, nubi di ghiaccio, costituite solamente da cristalli di ghiaccio e infine le nubi miste, che in genere hanno uno sviluppo verticale e sono costituite sia da cristalli di ghiaccio sia da goccioline d’acqua. aureola lunaIn generale le nubi di acqua hanno contorni ben delineati, mentre in quelle di ghiaccio i contorni sono ben sfilacciati e poco segnati; le nubi d’acqua sono le artefici delle aureole e delle corone che circondano il sole e la luna; le nubi di ghiaccio invece sono adatte per la formazione di aloni. La luminanza delle nubi dipende dalla quantità di luce che viene riflessa, diffusa e trasmessa dalle goccioline. La colorazione, in particolare, dipende dal colore della luce che essa riceve: se ad esempio il sole è alto, appaiono bianche o grigie;  quando il sole tramonta, assumono una colorazione che va dal giallo al rosso.

NUBI

La classificazione delle nubi è problematica per il fatto che sono fenomeni in continuo mutamento ed evoluzione e possono presentarsi in innumerevoli forme e varietà. Secondo accordi internazionali, viene effettuata una doppia classificazione: in base alla forma e in base alla regione o livello in altitudine in cui le nubi si trovano. La classificazione in base alla forma, a sua volta, divide tutte  le nubi in due grandi categorie: le nubi stratiformi (o a sviluppo orizzontale) e le nubi cumuliformi (a sviluppo verticale) ed entrambe possono coprire parzialmente o interamente il cielo. La classificazione in base alla quota, vede la determinazione di tre regioni principali: regione inferiore a 2km dal suolo, la regione media da 2 a 6 km dal suolo, ed infine la regione superiore che va dai 6 ai 13 km di altezza.

Per semplificare l’osservazione delle nuvole, convenzionalmente si sono definiti 10 generi di nubi, che vengono raggruppate in alte, medie e basse.

Le nubi alte, che si trovano a quota tra 6 e 13 Km, sono costituite principalmente da minuscoli cristalli di ghiaccio e comprendono tre tipologie di nubi: CIRRI, CIRROSTRATI e CIRROCUMULI.

CIRRICIRRI.jpg

Si presentano a forma di ricciolo, di virgola o di piuma; il loro colore è generalmente bianco e la colorazione può essere più o meno brillante. I cirri (dal latino cirrus significa “ricciolo”) sono nubi sottilissime, a strisce o filamentose, che lasciano passare la luce: essi appaiono in lento movimento e tendono ad invadere il cielo. Si formano ad altitudini elevate e hanno l’aspetto di ciuffi soffici e delicati. Queste nubi sono costituite da cristalli di ghiaccio trasportati dai venti e rilevano la presenza di umidità a quote elevate; potrebbero quindi annunciare l’arrivo di una tempesta o di un fronte caldo. Alle nostre latitudini, l’altezza è compresa tra i 6 e i 12 km d’altitudine. E’ necessario distinguere i cirri del bel tempo da quelli che preludono il cattivo tempo sia per il diverso aspetto, sia per la velocità di spostamento. I cirri del “bel tempo” sono alti nel cielo e si spostano lentamente; la loro forma è irregolare e l’estensione limitata. I cirri del “cattivo tempo” sono disposti parallelamente e coprono tutto il cielo; quando la depressione si avvicina, si muovono ad elevata velocità.

CIRROSTATIcirrostrato

Sono nubi trasparenti situate ad alte quote. I loro cristalli di ghiaccio diffondono luce e creano un alone o un velo sottile attorno al sole o alla luna. Di solito queste nubi annunciano l’arrivo di una tempesta o di un periodo caldo. Sono costituite da cristalli di ghiaccio e tendono a conferire al cielo un aspetto lattiginoso. La loro presenza determinata da un velo invisibile e delicato, consentirà di vedere perfettamente i contorni di quanto è presente. Possono presentarsi coprendo il cielo, o come un alone sull’orizzonte che tende a crescere. Molto spesso nella loro formazione seguono i cirri, per cui è frequente vedere nella parte inferiore del sistema nuvoloso i cirrostrati ed alla sommità i cirri. L’altezza è compresa tra i 5 e i 12 km d’altitudine nella fascia temperata. Indicano l’avvicinarsi di una perturbazione se si presentano dopo i cirri.

CIRROCUMULICIRROCUMULI.jpg

Si riconoscono facilmente dalla classica conformazione “a pecorelle”. Possono però essere raggruppati a strisce, a banchi e con forme differenziate, lamelle, granuli, crespe, etc.. I loro colori sono brillanti poiché costituiti interamente da cristalli di ghiaccio. L’altezza è compresa tra i 5 e i 7 km d’altitudine. Si formano in seguito ad un passaggio di uno strato di aria fredda sopra uno di aria calda: annunciano aria instabile e il probabile arrivo di cattivo tempo (cielo a pecorelle).

Le nubi medie, che si trovano a quota tra 2 e 6 Km, sono costituite principalmente da goccioline di acqua, cristalli di ghiaccio e comprendono tre tipologie di nubi: ALTOSTRATI, ALTOCUMULI e NEMBOSTRATI.

ALTOSTRATIALTOSTRATI.jpg

Tra le nubi stratiformi che si sviluppano a quote intermedie, gli altostrati si presentano come una distesa nuvolosa più o meno densa di colore grigio o blu, liscia inferiormente. Poiché velano il sole e la luna, possono sembrare macchie luminose, ma, diversamente dai cirrostrati, non creano aloni. Queste nubi producono neve leggera o pioggia fine e fitta, ma di solito sono così alte che le loro precipitazioni evaporano prima di raggiungere il terreno. Sono nuvole che possono accompagnare tanto il bel tempo, quanto quello brutto. Nel primo caso, saranno di colore più bianco, alte nel cielo e con la base ben definita; nella seconda ipotesi saranno più scure, con la base indefinita. Se nel cielo arrivano per primi i cirrostrati, seguiti dagli altostrati, vuol dire che una perturbazione si sta avvicinando.

ALTOCUMULIALTOCUMULI.jpg

Sono costituiti da nubi singolari e molto vicine tra loro; formate da strati, di aspetto solitamente ondulato, fibroso e assumono forme bizzarre di colore bianco o grigio. Sono in realtà formati da estese file di cumuli, collocati a quote medie e con la parte inferiore più scura, a volte sono continue come una serie di grossi rotoli, che ricordano le onde dell’oceano, poiché, come le onde, anch’essi si muovono sull’orizzonte. Nella fascia temperata queste nubi sono comprese tra i 2,5 e i 5 km d’altitudine. Quando un altocumulo passa davanti al sole o alla luna può prodursi il fenomeno della ‘corona’, visibile più spesso di notte. Gli altocumuli lenticolari sono una specie particolare a forma di lente allungata con contorni ben definiti, in genere si originano vicino a formazioni montuose. Se non sono associate ad altri generi di nubi, essi non provocano alcun fenomeno; se unite a nubi basse, possono provocare piogge.

NEMBOSTRATINEMBOSTRATI.jpg

Sono nubi stratificate basse, generalmente grigio scure dalla base spesso non ben definita. Il cielo si presenta buio e tetro e spesso per la loro presenza si devono accendere le luci. L’altezza è compresa tra qualche centinaio di metri d’altitudine nella fascia temperata. Sono nuvole di cattivo tempo e, in relazione alla temperatura presente in zona, possono generare piogge o neve.

Le nubi basse, sono costituite principalmente da goccioline di acqua che galleggiano nell’aria fino a raggiungere i 2000 metri di altezza; comprendono tre tipologie di nubi: CUMULI, CUMULONEMBI, STRATOCUMULI e STRATI.

CUMULICUMULI1.jpg

Sono una massa isolata di una nube bianca simile a “panna montata”, che non lascia filtrare la luce solare: possono essere bianchi e soffici, con cime arrotondate e basi appiattite, che si formano a basse quote nei giorni caldi e soleggiati;  indicano solitamente la persistenza del bel tempo, oppure scuri ed espansi con la sommità sagomata a cupola e protuberanze estese sopra, quando portano il brutto tempo. Sono costituiti da goccioline d’acqua in sospensione nell’aria. Si distinguono in tre tipi: il cumulus Humilis, nube poco spessa ed arrotondata, legata alla variazione diurna della temperatura, appare al mattino e scompare la sera; il cumulus Mediocris, simile al precedente ed il cumulus Congestus o Castellato, può apparire anche scuro inferiormente, in genere ha la superficie inferiore appiattita mentre superiormente assume un aspetto definito “a cavolfiore”. Al termine della sua evoluzione si trasforma in genere i cumulonembo. Se il cielo è azzurro intenso e sono bassi e piccoli, a forma di batuffoli bianchi alla sommità e grigi alla base, si ha tempo buono; se invece la loro estensione verticale determina grosse dimensioni recano forti precipitazioni a carattere temporalesco, soprattutto se si presenteranno grigi e neri.

CUMULONEMBIOLYMPUS DIGITAL CAMERA

Sono nubi ad elevato sviluppo verticale, che si presenteranno imponenti sul cielo, a forma di torri, montagne o cupole. La sommità è generalmente bianca e spesso assume una forma a incudine o a carciofo, la base invece è orizzontale e di colore scuro intenso. I cumulonembi sono formati da masse di cumuli scuri e si possono estendere per tutta l’altezza della troposfera, ossia quella parte dell’atmosfera in cui si determina il tempo atmosferico. Sono nubi che accompagnano manifestazioni temporalesche, portano forti piogge, grandine o neve, oltre a fulmini e in alcune circostanze, tornado. Sicuramente le più pericolose per la navigazione: la loro presenza è causa scatenante di venti che generano quello che viene definito un “caotico moto ondoso”. Il Cumulonembo Calvo somiglia ad un cumulo congestus dal quale si forma. Il Cumulonembo Capillatus, è l’ultimo stadio in piena maturità, che presenta sulla sommità una specie di ‘capigliatura’ disordinata. Genera tempeste di grandine e ventose e nelle nostre regioni può produrre da 30 a 100 mm di pioggia all’ora, con 30 – 100 litri d’acqua al metro quadro.

STRATOCUMULISTRATOCUMULI.jpg

Si presentano come una distesa continua di masse cumuliformi (rotondeggianti) oscure, generalmente allungate, il cui aspetto somiglia a rotoli senza una forma precisa, connessi tra loro mediante nubi sottili, attraverso le quali è talvolta possibile scorgere l’azzurro del cielo. Inizialmente potrete scambiarli, avendo una forma abbastanza similare, con gli altocumuli. Alcuni possono avere aspetto minaccioso, anche se in genere non sono accompagnati da precipitazioni. L’altezza è compresa tra i 6 e i 12 km d’altitudine. Si comportano come gli altocumuli: da soli non provocano alcun fenomeno, se associati a nubi medie possono generare piogge.

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Sono nubi basse, spesse e grigie, che si formano ad altitudini di 610 m circa: si possono vedere quindi a pochi metri dall’orizzonte con la base estesa ed uniforme. Si possono presentare a banchi o coprire totalmente il cielo e spesso derivano dalla nebbia formatasi al suolo, come nell’immagine soprastante. Dato il loro limitato spessore, di norma non danno luogo ad alcun fenomeno, se non ad una riduzione di visibilità quando la loro base è molto bassa. Possono portare leggere piogge o neve, in tal caso vengono chiamati “nembostrati”.

L’uomo libero è come una nuvola bianca. Una nuvola bianca è un mistero; si lascia trasportare dal vento, non resiste, non lotta e si libra al di sopra di ogni cosa. Tutte le dimensioni e tutte le direzioni le appartengono. Le nuvole bianche non hanno una provenienza precisa e non hanno una meta; il loro semplice essere è perfezione. Cit.

Un pensiero su “Meteorologia: lo studio delle nubi.

  1. fulvialuna1 ha detto:

    Grazie per queste delucidazioni sulle nuvole, davvero interessante.
    Io non vado al di la del cielo a pecorelle acqua a catinelle…ora invece farò un quaderno dove scriverò le osservazioni sulle nuvole, già lo faccio con le querce e le formiche.
    Sempre interessante passare da te. Ciao.

    (bellissima la frase finale)

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