La mia barca; corretta manutenzione da fare in vista dell’estate.

Aprile è il mese in cui le giornate diventano più lunghe, il sole inizia a riscaldare, le temperature tendono ad aumentare e la “gente di mare” comincia a programmare i tanti piccoli lavori di manutenzioni da fare alla propria barca per godersi la bella stagione.

Prima di mettere in mare la barca in vista dell’estate e per non avere intoppi quando decidiamo di mollare gli ormeggi in una bella giornata di agosto, occorre effettuare dei lavori affinché l’imbarcazione risponda perfettamente alle nostre esigenze senza avere alcun problema durante il normale utilizzo stagionale. Il “lusso” di avere un mezzo nautico, spesso spinge anche il meno esperto dei marinai a decidere di occuparsi personalmente al rimessaggio della propria barca; ma sono tante le cose da imparare e da sapere per acquisire padronanza ed effettuare un buon lavoro: carena, antivegetative, asse dell’elica o piedi poppieri, zinchi e motore principale, sono le parti essenziali che necessitano di manutenzione e controllo.

Antivegetativa

3 fare carena.jpg

L’operazione preliminare è quella di lavare con un’idropulitrice l’intera carena, successivamente “raschiare” con una pallettina o spazzola abrasiva se vi è vegetazione incrostata (come denti di cane); arriva quindi il momento di dare un’abbondante carteggiata ai vecchi strati di vernice accumulati sulla chiglia, operazione che ha una doppia importanza: facilita la presa del nuovo strato di antivegetativa e combatte il rischio di osmosi. Non dimenticare poi di applicare uno strato di primer epossidico e ricordare bene: strati su strati di vernice accumulata negli anni sono fortemente sconsigliati perché favoriscono l’umidità interna, che a lungo andare può trasformarsi in osmosi (fenomeno di degenerazione della resina causata dalla presenza di umidità tra le fibre di vetro, comporta la degradazione della resina rilasciando acido acetico con formazione di rigonfiamenti sulla superficie del gelcoat). Dopo aver scelto il colore, bisogna capire quale tipo di pittura è opportuno acquistare, tenendo in considerazione le caratteristiche della barca e il tipo di utilizzo. Fra i diversi prodotti reperibili sul mercato, è importante distinguere due tipi di vernici: le antivegetative autoleviganti, adatte alle imbarcazioni non eccessivamente veloci e che effettuano lunghe navigazioni; autolevigandosi, la vernice tende sempre a rinnovarsi “consumandosi” dalla carena. Le antivegetative matrice dura, invece, hanno una maggiore resistenza alla vegetazione e sono indicate per le barche poco utilizzate che sostano maggiormente in porto o per imbarcazioni molto veloci, in quanto la vernice non si vaporizza in navigazione.

Piede poppiero e assi

5 fare carena.jpg

Non appena completato lo scafo, ci si sposta a “poppavia” controllando il piede poppiero (motore entrofuoribordo), oppure l’asse poppiero (motore entrobordo) della barca. Come evitare il fastidioso inconveniente di vedere svolazzare in acqua l’antivegetativa nuova applicata sull’elica non appena la barca va in acqua? Quest’ultima è una zona dove l’antivegetativa ha maggiori difficoltà ad aderire per il moto vorticoso al quale è sottoposta, quindi è considerata la parte dello scafo più esposta all’attacco della vegetazione, molto difficile da tenere pulita per l’intera stagione. La migliore soluzione da considerare, dopo un’attenta pulitura dell’area, è quella di passare un primer epossidico e dopo circa dodici ore di attesa, dare due mani di antivegetativa su eliche, assi o piedi poppieri; scelta fondamentale sarà la vernice a matrice dura, anche se sul mercato sono presenti molti prodotti specifici. Dal punto di vista meccanico, soprattutto per gli assi e le eliche, è di fondamentale importanza controllare il buono stato delle boccole qualora vi fosse ovalizzazione e quindi movimento perpendicolare alla linea asse-motore.

Zinchi e corrosione galvanica

4 fare carena.jpg

L’acqua di mare è un liquido conduttore, che a causa della sua azione, crea “scherzetti” corrosivi. Le carene delle barche hanno un’elevata presenza di appendici (timone, assi, eliche, piedi poppieri, pinne stabilizzatrici etc) e sono tutte componenti realizzate da vari tipi di metalli con una diversa elettronegatività. L’acqua salata può facilmente collegare elettricamente tra loro queste parti, con il risultato di corrodere il metallo costituito da elettronegatività minore; come ovviare a questo problema? Installare nelle parti più a rischio della carena alcuni “anodi sacrificali” di zinco o alluminio, nel caso si trattasse di acqua salata; qualora fosse acqua dolce, avendo una minore conduttività, è preferibile utilizzare il magnesio, materiale meno nobile dello zinco e dell’alluminio ma dotato di un’ottima protezione catodica. La sostituzione di questi componenti va effettuata ad ogni carenaggio o generalmente quando presentano un’usura pari al 75%. Se si dovesse notare che a distanza di qualche tempo un anodo non presenti segnali di corrosione è bene procedere alla ricognizione della causa, poichè tale situazione rappresenta il chiaro segnale che le correnti galvaniche non sono correttamente convogliate su questo elemento. Più raramente la colpa può essere anche imputata alla cattiva qualità del materiale dell’anodo; in questi casi procedere all’immediata sostituzione. Lo zinco farà da cavia lasciandosi corrodere e di conseguenza proteggerà le parti più importanti della carena, basta ricordarsi di cambiare gli anodi eccessivamente corrosi prima di andare in acqua e l’energia galvanica non sarà più un problema. Dove le barche sono ridotte di misura e quindi non si hanno appendici, l’unica area da proteggere è quella del piede poppiero relativo al motore fuoribordo.

Motore

2fare carenaggio

Infine arriva il turno di occuparsi del motore. Come sapere di cosa ha bisogno, se non si capisce assolutamente nulla di pistoni, cilindri, centraline e parti simili? Ebbene si, ad ognuno il proprio mestiere.

Fermo restando che la consulenza di uno specialista è sempre consigliata, alcuni accorgimenti possono essere utili per ricordare le cose più importanti da controllare:

  • Il livello dell’olio, sia quello del motore che quello dell’invertitore, è sicuramente una delle prime cose da verificare. E’ buona norma sostituire l’olio del motore e del  suo piede una volta l’anno, mentre per l’invertitore basta valutarne il livello. Prestare attenzione ad un particolare: quando controllate l’olio del motore analizzando l’asta che ne misura la quantità, questo deve presentarsi pulito, con il tipico colore giallo, senza residui e dalla consistenza viscosa. Se, al contrario, appare sporco, ovvero grigio scuro o nero, non limitarsi solamente a sostituirlo ma domandarsi perché abbia assunto questa colorazione in quanto è possibile che il motore non sia in buona salute. Chiamare quindi un meccanico di fiducia per verificarne la situazione.
  • Pulire i filtri dell’aria e dell’olio: quelli del gasolio, invece, è meglio sostituirli ogni anno.
  • Controllare anche la girante della pompa acqua-mare: se è rovinata, cambiarla, utilizzandone una di neoprene.
  • Controllare lo stato delle candele e sostituirle ogni inizio stagione o quantomeno tenerle sempre di scorta in barca.

Per concludere questa sorta di “tagliando”, verificare la tensione delle cinghie trapezoidali del motore; anche qui cercare di avere sempre una cinghia di emergenza a bordo. cinghiaOvviamente tutte queste operazioni vengono effettuate nei cantieri di rimessaggio o da persone qualificate per questi lavori, ma sapere quello che va monitorato nel proprio motore aiuta a non farsi fregare e perché no, a risparmiare non poco, effettuando da sé alcune operazioni. Completato il motore e avendo concluso i principali lavori da fare per una minima manutenzione stagionale della barca, si capisce bene che le cose da testare sono molte di più, come la manutenzione degli interni, quella del tender e delle zattere, del motore ausiliario, del salpancore e dei winch, delle pompe sentina, della ventilazione motori, dell’impianto luci navigazione e servizi, batterie, docce, wc e molto altro ancora.

I consigli dati dovrebbero bastare per risparmiare denaro e per togliersi la soddisfazione di prendersi personalmente cura della propria barca.

http://www.leganavale.it/wps/wcm/connect/lni/551056fd-24ec-4aed-be7a-9acaed172c70/Lega+5_6_2015_Pag_33-38.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=ROOTWORKSPACE.Z18_7A5C1141L0C3E0AU9Q12D31000-551056fd-24ec-4aed-be7a-9acaed172c70-l1LJ0eq

http://www.leganavale.it/wps/wcm/connect/lni/10c3c6d6-1efc-4cb9-84e8-95aff5514ac5/Lega+7_8_2015_Pag_38-42.pdf?MOD=AJPERES&CACHEID=ROOTWORKSPACE.Z18_7A5C1141L0C3E0AU9Q12D31000-10c3c6d6-1efc-4cb9-84e8-95aff5514ac5-l1LL8Ji

Un pensiero su “La mia barca; corretta manutenzione da fare in vista dell’estate.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...