I 6 nodi essenziali da conoscere.

Certamente vi sarà capitato di fare un nodo per legare qualcosa al portapacchi dell’automobile e poi scoprire che il vostro nodo si scioglieva senza assicurare l’oggetto; oppure vi sarà successo di fare un groviglio di corde per cercare di tenere fermo un oggetto che era, invece, più sfuggente di un’anguilla. Chi usa abitualmente i nodi nel proprio lavoro o nei propri hobby, sa bene che per ogni occasione c’è il giusto metodo con le caratteristiche adatte alla precisa funzione cui deve assolvere. E’ bene quindi conoscere alcuni nodi di base, i più utili e sicuri che possono trarvi d’impaccio. Vi sono diversi tipi di nodi tra cui, i principali, si usano nel lavoro o per decorare. I primi ad utilizzare in modo decorativo i nodi sono certamente stati i marinai che, nelle lunghe navigazioni, usavano le cime in disuso o parti di esse per realizzare decori di vario genere annodando con fantasia le corde a disposizione, ma non è necessario essere marinai per usare i nodi o per imparare a farli.

Non fate mai più nodi di quanto non sia necessario e usate sempre il tipo più semplice e adatto per quella determinata situazione e funzione, il nodo deve essere fatto per essere slegato subito.

Stuttura di una corda o cima

corda

Prendendo in esame uno spezzone di corda a tre legnoli, vedremo che la “commettitura”, ossia la torsione della cima, è generalmente verso destra. Le cime a tre legnoli sono più resistenti di quelle a quattro, senza contare che, nella corda a quattro, si viene poi a creare uno spazio vuoto all’interno del cavo spesso riempito con un’anima, di poco valore. Srotolando un singolo legnolo notiamo che è attorcigliato su se stesso verso sinistra, nel senso opposto a quello della corda stessa, il differente senso di torsione, dei singoli legnoli rispetto alla cima, ne caratterizza forza e resistenza. Anticamente si realizzavano corde grezze ma molto resistenti con materiali di “fibre naturali”, come manilla, fibra di cocco, canapa, juta e raffia, erano i materiali maggiormente utilizzati. Queste corde in fibra naturale hanno però diversi svantaggi che ne limitano oggi l’utilizzo:

  • si gonfiano e si indeboliscono (anche del 30%)
  • una volta bagnate i nodi si comprimono e tendono a rompersi
  • marciscono e si ammuffiscono
  • vengono usurate dal clima e dagli agenti atmosferici
  • sono ruvide al tatto

Attualmente i costruttori si sono orientati maggiormente alla produzione e realizzazione del cordame utilizzando materiali come il Nailon, Poliestere, Polipropilene; a differenza della fibra naturale, le corde sintetiche presentano numerosi vantaggi, tra cui:

  • hanno notevole resistenza alla tensione e alla portata
  • sono in grado di assorbire i controcolpi
  • non ammuffiscono e non subiscono alterazioni da agenti atmosferici
  • sono agevoli da usare, sia bagnate che asciutte
  • hanno un’elevata resistenza all’invecchiamento
  • matengono le qualità anche se bagnate, data la scarsa capacità di assorbimento
  • sono leggere, facili da maneggiare e da trasportare

Parti di una cima e terminologia

cimecolli

La cima, si divide in due principali sezioni chiamate “corrente”(ovvero l’estremità finale della cima più vicina alle nostre mani) e “dormiente” (tutto il resto della lunghezza della cima raccolta).

Nel “mezzo collo” si effettua un mezzo giro portando la sezione corrente perpendicolare a quella dormiente.

Componendo una lettera U con la cima, la forma prende il nome di “doppino”.

Effettuando un intero giro, quindi dormiente opposto alla direzione del corrente si ha un “collo intero”.

Effettuando con il lato corrente un giro e mezzo sopra il dormiente la forma prende il nome di “volta”.

I nodi principali

Dall’ormeggio delle navi, al sollevamento di cose e oggetti, o per stendere semplicemente la biancheria, si eseguono quasi esclusivamente gli stessi nodi che hanno ottime caratteristiche in comune, tra cui:

  • posseggono una fisionomia caratteristica quindi si capisce se è fatto male
  • sono facili da eseguire e da ricordare
  • sono facili da mollare o slegare
  • si possono eseguire anche con una mano sola, particolare di estrema, se non vitale, importanza.

Nodo piano

cordapianoIl nodo piano o nodo di terzaiolo, è piatto, costituito da due doppini interbloccati e che hanno le estremità più corte dallo stesso lato. Molto semplice da slegare se, bloccando dormiente e corrente per ogni lato, si spinge in senso opposto alle direzioni dei lati correnti.

Gassa d’amante

cordagassa1-sideE’ costituita da una volta non scorrevole ma strozzante. Nell’eseguirlo, esercitarsi fino a farlo ad occhi chiusi con le differenti posizioni del corrente. E’ un nodo sicuro e resistente che stringe solo progressivamente alla trazione ricevuta  ed è sempre possibile scioglierlo facendo scorrere il dormiente fra la volta in senso inverso alla trazione.

Nodo di scotta o bandiera

corda bandiera.gifHa la stessa configurazione della gassa d’amante ma reagisce in modi diversi alla trazione e viene utilizzato per unire fra loro due cime che posso anche essere di spessore leggermente diverso fra loro. Il nodo di scotta è molto utile ed estremamente facile da disfare poiché è sufficiente spingere in avanti il doppino, quello che non incrocia l’altro.

Nodo inglese o del pescatore

cordainglese1-sideConsiste in due nodi semplici intrecciati che fanno forza l’uno sull’altro e lo si esegue mettendo due cime affiancate con i correnti contrapposti. Questo nodo si usa per unire due funi di uguale diametro, usato dagli scalatori e dai pescatori e nell’utilizzo di cordame fino.

Nodo parlato

corda parlato1-sideIl nodo parlato viene utilizzato per serrare una cima ad una sbarra, a un palo, ad una bitta. Non è particolarmente usato per un ormeggio sicuro, si può utilizzare anche per appendere oggetti nel garage, o per sospendere un parabordo dalla barca.

Volta tonda e due mezzi colli

corda mezzi colli1-side.gifDa utilizzare ogni qualvolta si ha bisogno di collegare una fune a una trave, a un palo, a un anello. Con questo nodo potete tranquillamente ormeggiare la barca, perché sopporta benissimo qualsiasi genere di trazione ed è estremamente versatile.

Fare un nodo non è difficile, ovviamente non è sempre facile riuscire ad eseguirlo correttamente ma bisogna provare e, se non si riesce, bisogna provare ancora.

nodi.jpg

http://www.morgansub.com/Morgansub/Tipi_di_Nodi.html

http://www.cnandora.org/uploads/4/0/0/1/4001606/manuale_dei_nodi.pdf

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